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Giampietro Pinna italian painter artist contemporary modern

Arte che cela, talvolta svela, ma mai rivela, concendendo libertà al sentire prima ancora che al vedere: E’ un viaggio su una giostra di colori in bilico tra ricordo e sogno, tra passato e divenire, e lungo questo caleidoscopico percorso che sembra disfarsi e riapparire come un ologramma, ci si perde e ci si ritrova, spesso in bilico, sospesi… più volte di quante si pensi possibile sopportare. (Clizia)

prima mostraLa prima mostra

   

L’artista Giampietro Pinna nasce in Sardegna nel 1962.

Figlio di immigrati studia fino alla seconda media in Piemonte poi torna in Sardegna.

Si iscrive all’istituto d’arte di Oristano e dopo 5 anni consegue la Maturità di Arte Applicata.

Vive e lavora in provincia di Oristano.

 Bio-Adolescenza  

Ha realizzato svariate mostre personali, collettive e partecipato a numerose menifestazioni artistiche.

Adolescenza il primo disegno interamente realizzato a penna a sfera su cartoncino liscio bianco.

Rappresenta la confusione mentale di un adolescente.

Ultimato pazientemente in due anni.

 Bio-La sopravvissuta  

L’opera “La sopravvissuta” realizzata interamente con penna a sfera,  si trova presso gli uffici della Provincia di Oristano.

Di piccole dimensioni rappresenta il piccolo calvario che ognuno di noi sopporta in silenzio.

 Bio-L'urlo in laguna Onirico Lagunare (urlo in laguna)

La pittura e l’immaginario di Giampietro Pinna si inseriscono pienamente all’interno del mondo del surrealismo, movimento artistico nato nel 1924, che, grazie alla sua componente astorica, influenza e continuerà a influenzare molti artisti. Infatti la pittura surrealista non rappresenta la realtà esterna, bensì il mondo inconscio dell’artista. Pinna attraverso la sua serie di opere, tutte connotate dalla parola “onirico”, affronta un viaggio all’interno del proprio inconscio in cui il punto di arrivo è uno stato di fusione tra sogno e veglia, tra irrazionalità e razionalità, una realtà superiore o surrealtà, come la definì Apollinaire. Nell’opera Onirico Lagunare vediamo affiorare forme morbide e sinuose che possono ricordare piccoli organismi marini, inoltre pare scorgere anche il viso di una donna trasfigurato dal mondo enigmatico creato dal pittore. Di notevole rilievo è anche la tecnica pittorica che, con un gioco di trasparenze e velature, oltre a far sovrapporre e unire insieme forme diverse aumentando l’ambiguità, restituisce quell’atmosfera sognante in cui le cose non sono nitidie. Quest’opera stimola l’immaginazione dello spettatore innescando nella sua mente procedimenti associativi infiniti, che nascono dal contatto dell’inconscio dell’artista con quello dell’osservatore.

Dott. Elisabetta Vannucci, storica dell’Arte

 Bio-Fenice La Fenice (rinascita in un circo)

La Fenice, mitico animale considerato sacro dagli Egizi, da sempre ritenuto simbolo di immortalità, d’inizio di un nuovo ciclo e di resurrezione, conferisce il nome all’opera di Giampietro Pinna.

L’artista, nel suo dipinto, riesce perfettamente a far emergere in superficie i contenuti del suo inconscio e a liberare la sua immaginazione dal controllo logico e dal senso comune, ascrivendosi pienamente alla corrente pittorica surrealista.

L’esigenza di esplorare gli aspetti meravigliosi e complessi del sogno, garantiscono all’opera una sensazione di vitalismo continuo e di emozioni impreviste.

Le forme rappresentate sono semplici, molte di esse geometriche e si stagliano fluttuanti nel dipinto; i colori predominanti, caratterizzati dal rosso vivo e dal blu, tipici del piumaggio della fenice, stesi in maniera delicata e perfettamente sfumata, solo a tratti sono alternati da sezioni più intense e marcate.

La scena pittorica pare svolgersi all’interno di un circo equestre, nel quale si notano due giocolieri in equilibro su due ruote, che vengono abbagliati e trascinati dalla rinascita della Fenice.

L’esplosione di luce coinvolge e deforma tutto, spazzando bandierine e quant’altro, e si ha l’impressione palpabile di un caos dovuto ad un evento straordinario!

La perfetta sintesi tra la semplicità delle forme e dei colori che contraddistinguono l’opera di Giampietro Pinna, creano un perfetto equilibrio tra figuratività e astrazione.

Lo scopo dell’artista è proprio quello di rappresentare le sue emozioni, le sue visioni e la realtà del suo inconscio e l’opera, ci rimanda a un’atmosfera ideale, capace di liberare la nostra immaginazione e di condurci in un viaggio infinito.

Dott.ssa Magistrale in Storia dell’Arte: Daniela Deiala

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